Prova

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Sogno

 

Il mondo si scioglie in cascate d’acqua limpida – oltre i tagli affilati della spada di fuoco rovente – e scivola e cade. Il campanile della chiesa distrutta è nel vortice. Il cielo è azzurro e nero. Le case del borgo – le colline di ginestre – i sospiri di sogno – sono in frantumi.

Nella tetra bara di fumo il mio Angelo dorme un sonno di morte. Dove sono le luci del mezzogiorno in veranda, i mattini di foschia e prime luci d’alba, la vita – il sospiro d’eterno sul mio volto – i capelli d’oro nei riflessi del vetro, nella notte – l’incanto dei riflessi del tramonto contro il legno lucido – il candore?

Le fiamme, calde come carne selvaggia.

 

Oltre la soglia si stende la stanza dell’interrogatorio, al fondo del castello. È il fuoco dell’inferno che lambisce le più alte finestre gotiche. Il cammino nella neve risale sinuoso nelle foreste di galaverna, tra nuvole di corvi.

La nebbia bianca avvolge il corso degli anni, le traversate delle foreste fangose, le macchie di sangue sull’armatura bianca. – È il fuoco del paradiso che cavalca al fianco.

 

– Nell’inverno della speranza s’alza il vento. Il sorriso è candido come una fonte fresca. 

 

– È il rogo della Fenice.

 

Davide Gorga

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30 maggio

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Canto d’aprile

 
La via che insieme percorremmo
ora chiara di sole
risale sinuosa
tra macchie di fiori gialli,  
glicini, limoni e prati,
intagliando il monte
come lama tra vetri
di serre iridati
ancora
verso angeli di luce.
 
Davide Gorga
 
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Marzo

 
S’alzano le nuvole
dal colle di pini
e muri in pietra a secco
come angeli veglianti
su un giardino di mimose.
 
Danzano fiocchi di neve
nel sorriso dell’inverno.
E il viso dell’Eterno
si avvicina
si allontana
come un canto
d’agrifoglio
bianco e rosso
nel vento innevato.
 
Davide Gorga
 
 
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Per sempre

 
Canto di sera
canto di stelle
e tra le fate
come sorelle
l’albero bianco
di neve leggera
la notte nera
le brune stelle.
 
Come un tempo ritorno
alla riva sul muschio
come un tempo ritorno
all’infanzia alle risa
come un tempo rivedo
i capelli corvini.
 
Sale il mattino
pioggia di luce
fredda e leggera
e dissolve il tempo
trascina i sogni
trasforma il vento.
 
Apro le braccia
e il sogno si apre
alla chiara luce
alla bianca estate
in cui cade la neve
sulla nostra strada.
 
Realtà brunite
infangate dal tempo
dal tuo cuore spento.
E rimango a guardare
il bianco sentiero
infangato di passi
che se ne vanno
per sempre.
 
 
Davide Gorga
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Cieco

 
Io, cieco,
ho visto il fiume dell’anima
scorrerti dentro
fra vene d’incanto,
le secche,
le anse,
i rami di quercia
ed i tronchi imponenti
trascinati dalla corrente
 
e come sabbia
i secchi scogli
arsi
che tu non scorgi.
 
Davide Gorga
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